Visualizzazione post con etichetta Brand. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Brand. Mostra tutti i post

martedì 29 novembre 2016

STEP 20 - L'indaco elettrico nella moda

L'abito scelto appartiene al famoso marchio Versace ed è un vestito elegante corto color indaco elettrico della collezione primavera/estate 2016.
Questo capo è stato realizzato al 100% in poliestere, presenta uno scollo tondo, una vestibilità ampia in quanto non troppo aderente al corpo ed ha una sottoveste. Ha una chiusura con cerniera nella parte posteriore.

Versace è un'azienda italiana di moda ed abbigliamento fondata da Gianni Versace nel 1978 ed ha sede a Milano. Tale marchio è conosciuto in tutto il mondo sia nell'ambito dell'abbigliamento sia in quello di profumi, orologi e alberghi.

lunedì 14 novembre 2016

STEP 15 - L'indaco elettrico nella pubblicità

I colori vengono utilizzati anche nei manifesti pubblicitari che si possono trovare sia nelle pagine dei vari giornali e riviste sia sui cartelloni stradali. Questi devono chiaramente attirare l'attenzione del lettore e per far ciò spesso vengono usati colori vivi e accesi, come ad esempio può essere l'indaco elettrico.

Questo colore può trovarsi ad esempio nell'immagine pubblicitaria qui di fianco della Persil, una marca di detersivi il cui nome cambia a seconda del Paese, ed in Italia infatti è meglio conosciuta come Dixan.

Il suo nome deriva da due suoi principali ingredienti, ossia il perborato di sodio e il silicato.

Questo marchio è stato creato dall'azienda chimica tedesca Henkel & Cie ed è stato lanciato sul mercato nel 1907, non deve quindi essere confuso con il detersivo Persil della Unilever. Quest'altra azienda ha in effetti il permesso di vendere il proprio detersivo omonimo in paesi come Regno Unito e Irlanda, ma anche in Germania dove però il marchio è realizzato e messo in commercio dalla Henkel.

Altri nomi con i quali è riconosciuta la Persil nel mondo sono anche Wipp o LeChat.

giovedì 27 ottobre 2016

STEP 10 - L'indaco elettrico nel brand

L'indaco, così come anche il viola e il blu, è un colore che può essere ritrovato in alcuni brand o stemmi. In un precedente post avevamo già trattato di alcuni loghi in cui questo colore fosse presente, ossia quello della Milka o lo scudetto della Fiorentina. Ora invece voglio parlare di un altra azienda di dolciumi che forse in pochi di voi conosceranno: la Cadbury.


Questa è un'azienda britannica di prodotti alimentari e bevande, ma è soprattutto la seconda azienda produttrice di dolciumi al mondo.

Ho scelto questo brand per questo specifico post in quanto pur essendo un'azienda leader nel settore spesso non si vedono negli scaffali dei nostri supermercati dei suoi prodotti oppure non ne notiamo la presenza in quanto la nostra attenzione si focalizza su altri tipi di marche più conosciute nel nostro Paese come magari la Lindt, Perugina, Mars, Ringo oppure Novi. 

La Cadbury fu fondata nel lontano 1824, ha sede principale ad Uxbridge, una città nel west London che rappresenta il quartiere amministrativo del  Borough of Hillingdon di Londra.



Fino al 2012 l'azienda era sotto il controllo della Kraft Foods, la quale però ha ceduto tutti i suoi marchi di prodotti alimentari e snack alla Mondelez International, tra i quali anche la Cadbury.

Essa rivende moltissimi tipi di dolci, in particolare la cioccolata. Tra i suoi diversi tipi vi sono, oltre alle tavolette di cioccolata di cui ve ne sono moltissimi tipi,, anche ovetti (come quelli della Kinder per intenderci) e soprattutto una varianza degli OREO, ormai conosciutissimi in tutto il mondo. Vi sono anche diversi tipi di crema al cioccolato spalmabile, una vastità di barrette, e l'ultimo prodotto messo in commercio è un tipo di cioccolata calda chiamata stranamente Cadbury FREDDO.

In conclusione vi invito quindi a cercare dei prodotti Cadbury la prossima volta che andrete a fare la spesa, non di certo per comprarli (quello lo deciderete voi ovviamente), ma semplicemente per farvi notare di come spesso non vediamo tutto quello che passa davanti ai nostri occhi.


sabato 22 ottobre 2016

STEP 08 - L'indaco nella superstizione e scaramanzia

I colori spesso vengono associati alla superstizione e alla scaramanzia, basti pensare ad esempio che in ambito sportivo spesso gli atleti o le società scelgono il colore del vestiario non solo per rappresentare ad esempio la loro appartenenza alla propria città o al proprio Paese, ma anche in base alle proprie credenze.

Logo Milka
Logo Associazione Calcistica Fiorentina
Questo non avviene solo in ambito sportivo, ma anche in ambito economico-industriale, dove ad esempio il viola è quasi bandito dai brand di tutto il mondo in quanto visto come un colore malaugurante. Il motivo di questo pensiero deriva dal fatto che non essendo molto presente in natura in molti credono che sia un colore artificiale, e ne attribuiscono quindi valori negativi, come ad esempio finzione e scarsa sincerità.
Papa Francesco

Soprattutto in Italia questo colore non è ben visto in quanto è il colore liturgico usato nel periodo della quaresima, il quale è un periodo di purificazione penitenziale. Il viola viene quindi associato alla sfortuna, soprattutto in ambito teatrale, in quanto durante i 40 giorni di quaresima erano vietate le rappresentazioni teatrali, e questo andava a danneggiare economicamente tutti coloro che lavoravano nel mondo dello spettacolo.
Oggigiorno questo colore è quasi bandito nel teatro, infatti si evita di usare abbigliamenti o oggetti viola.

Il viola viene visto così negativamente anche perchè nasce dalla stabilità del blu e dall'energia del rosso, avendo così un'ambiguità di fondo che lo rende un colore contraddittorio e quasi indecifrabile, trasmettendo di conseguenza una percezione poco chiara sulla propria identità.
Questi sono quindi i vari motivi per cui il viola, pur essendo un colore originale, viene poco usato in vari settori.

Passiamo ora a trattare del ruolo che l'indaco ha in questo ambito così lontano ma allo stesso tempo di eguale importanza rispetto a quello scientifico.
L'indaco rappresenta una combinazione di intuizione e spiritualità, tant'è che una sua assenza, secondo una constatazione di carattere generale, può nascondere una mancanza di interessi spirituali. Essendo un colore freddo (come il verde, il blu e il viola) ha un effetto calmante. Le persone introverse preferiscono questi colori per il loro carattere endotermico e centripeto che favoriscono sia il raccoglimento interiore sia la chiusura al mondo esterno.

Immagine del sesto chakra
Questo colore è molto presente nella cultura asiatica in cui si sostiene che tale colore sia connesso con il 6° chakra (Ajna) di cui è un ottimo stimolatore. Il chakra costituisce particolari aree energetiche su cui si può influire tramite le corrispondenti frequenze dei colori e dei suoni.
Una persona che ha l'aura di questo colore sta approfondendo il suo rapporto con lo spirito. Infatti il 6° chakra è connesso con l'amore celestiale, che va al di là di quello umano e comprende la vita nel suo complesso. 
Per i buddisti inoltre esso è un'espressione dei più elevati termini vibrazionali. 
Nella cultura cinese l'indaco è un colore Yin (complementare dello Yang).


L'indaco inoltre è importante perchè rappresenta il passaggio fra i messaggi dell'anima e la loro totale comprensione divina, e proprio per questo motivo è il colore più adatto per aprire il terzo occhio e incrementare le facoltà paranormali. Grazie ad esso riusciamo a percepire l'essenza in maniera comprensibile, e ci favorisce il compito di acuire la nostra percezione astrale.



Passiamo ora ad alcuni proverbi e detti popolari riguardanti non solo l'indaco ma anche il blu e il viola, i quali sono i colori a lui più simili:


  • "Le rose sono rosse, le viole sono blu, dolce è lo zucchero, ma non quanto sei tu.";
  • "Avere il sangue blu." (sta a simboleggiare il sangue reale, ossia indica una persona aristocratica, nobile, di famiglia reale);
  • "Avere una fifa blu." (avere molta paura);
  • "San Fabian e Sebastian i ven via cun la viöla in man." (è un detto padovano sul mese di Gennaio riguardante questi due santi);
  • Nelle tradizioni velletrane l'ìndico (indaco) era il nome di una specie di folletto che, nella credenza popolare, immobilizzava gli arti alle persone durante la dormiveglia. (Velletri è una città in provincia di Roma).